Appartamento Rauchegg, Val Passiria, Alto Adige Curiosità e storia - Ferienwohnungen Rauchegg

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Informazioni utili, curiosità e storia
Quì potrà trovare informazioni utili e curiosità intorno alla Val Passiria, informazioni sulla storia del paese di Plata e la storia dell'Alto Adige/Sudtirolo, inoltre sul maso chiuso, il nostro costume tradizionale e alcune delle nostre usanze.
Lo sapeva che...
  • ca. 8.070 ettari della Val Passiria sono coperti da boschi?
  • in valle ci sono 515 masi?
  • Andreas Hofer è il personaggio più noto della Val Passiria?
  • Johann Jakob Staffler (1783-1868) è nato a San Leonardo e la sua opera principale "Descrizione storica e politica del Tirolo e Vorarlberg" ("Historische und politische Landesbeschreibung von Tirol und Vorarlberg") è tutt’oggi fondamentale?
  • nel 1895 Johannes Haller, nato sopra Saltusio in Val Passiria, è stato nominato cardinale di Salisburgo e che è stato il primo porporato nato dal ceto contadino?
  • a San Martino c’era una rinomata scuola di pittori?
  • il paesino di Stulles anche nella giornata più corta ha ben sette ore di sole?
  • la miniera più alta d’Europa, Monteneve, (oramai chiusa) si trova nell’Alta Val Passiria a 2.355m?
  • la sede principale per l’allevamento dei cavalli di razza avelignese non è ad Avelengo sopra Merano bensì a San Leonardo?

Storia di Plata
Fino al 1928 "Plata con Plan", "Moso con Stulles" e Corvara con altri masi sparsi formavano tre comuni a sé. Ulfas, dove si trova il nostro maso, fa parte di Plata. Durante il fascismo i tre comuni vennero uniti in uno solo: il comune di Moso che oggi ha un territorio di ca. 180 km² con ca. 2.200 abitanti. Ogni frazione ha tuttavia conservato la propria indipendenza. Ciò significa che il municipio e l’asilo infantile si trovano a Moso, ma che ogni frazione ha la sua chiesa, scuola, i pompieri, la banda musicale, il proprio coro ecc.

Durante l’estate il nostro paese è ben soleggiato, mentre d’inverno rimaniamo senza sole per un paio di mesi. In tal modo però, qui da noi c’è sempre neve, mentre in altri posti la vorrebbero.

(nell'immagine Plata intorno al 1890)
Il nome "Platt" è di origine germanica e significa "roccia appiattita" o "spuntone appiattito". Il ritrovamento di un’ascia di bronzo sul giogo "Strizon" e di un’ascia per la caccia dell’epoca del ferro (6° secolo a. C.) nei dintorni di Ulfas, testimoniano la presenza dell’uomo in questa zona già in tempo preistorico.

Il nome "Platt" compare per la prima volta in un documento il nome della località “Platt” - “hof ze Platten”. Nel 1326 in un documento viene nominata una cappella sul santo colle (cfr. la chiesa odierna) e nel 1465 viene consacrata una chiesa nuova con tre altari.

Nel 1711 Plata diviene curazia a se stante con un proprio curato; fino a quell’anno Plata - secondo il diritto canonico - era stata dipendente dalla parrocchia di S. Martino in Passiria. Alla cura delle anime di Plata provvedevano i Padri Benedettini del Convento di Monte Maria in Alta Val Venosta.

(nell'immagine Plata nel 2009)
Le marmitte glaciali, chiamate anche Marmitte dei Giganti (Gletschermühlen in tedesco), sono testimoni dell’era glaciale. Si tratta di circa 20 fosse formate dal ghiacciaio con misure diverse. La più grande di queste fosse, dal diametro di ben 10,5 metri, è profonda 5 - 6 metri. Questi monumenti naturali si sono formati nell’ultimo periodo glaciale, la glaciazione Würm, che è terminata circa 10.000 anni fa.

Curiosità: anche le colline nei dintorni sono state formate dal ghiacciaio.
Storia dell'Alto Adige/Sudtirolo in breve
1253 I conti di Tirolo si impadroniscono del "Paese fra le montagne" e gli danno il nome di "Tirolo".
1363 Si estingue la linea maschile dei Conti di Tirolo. L’ultima contessa, Margareta di Tirolo, consegna la contea del Tirolo a suo cugino Rodolfo d’Asburgo. Così il Tirolo passa all’Austria.
1805 A seguito delle guerre napoleoniche (pace di Pressburg) la parte settentrionale del Tirolo passa alla Baviera, alleata di Napoleone. La parte meridionale passa al Regno d’Italia.
1809 I Bavaresi impongono ai Tirolesi diverse coercizioni che provocano una forte reazione tra la popolazione. Sotto il comando di Andreas Hofer (nato al "Sandwirt" presso S. Leonardo) i Tirolesi imbracciano le armi. A Innsbruck sul "Berg Isel" sconfiggono per ben tre volte un nemico più forte e meglio armato. La quarta insurrezione dei Tirolesi però fallisce. Andreas Hofer fugge sulla "Pfandler Alm", viene tradito da un compaesano, imprigionato dai Francesi e infine fucilato a Mantova il 20 febbraio 1810.
1882 Fra la Germania, l’Austria-Ungheria e l’Italia viene stipulata la Triplice Alleanza, che prevede l’aiuto reciproco in caso di attacco nemico a uno di questi stati.
1914 L’attentato al successore al trono austriaco, arciduca Ferdinando e alla moglie, il 28 giugno, è pretesto per la dichiarazione di guerra da parte dell’Austria contro la Serbia; ciò porterà alla Prima guerra mondiale. L’Italia non si sente legata al patto della Triplice, poichè l’Austria non era stata attaccata, ma aveva dichiarato lei la guerra.
1915 L’Italia conclude con la Francia e l’Inghilterra "L’accordo segreto di Londra", con il quale vengono promessi all’Italia il Sudtirolo, il Trentino e Trieste. Il 24 maggio 1915 l’Italia dichiara guerra alle potenze centrali.
1919 Nel trattato di pace di S. Germain il Sudtirolo viene assegnato all’Italia. Il governo sotto il Re Vittorio Emanuele III° promette alla popolazione sudtirolese la salvaguardia della sua lingua, il rispetto delle sue tradizioni e della sua cultura.
1922 Con la cosiddetta "Marcia su Roma" arriva al potere Benito Mussolini ed inizia l’era fascista. Obiettivo dei fascisti nel Sudtirolo è di italianizzare tutta la zona. Viene abolita la scuola tedesca. Il governo italiano proibisce l’uso della lingua tedesca negli uffici pubblici. Vieta le scritte in tedesco. Vengono proibiti i nomi tedeschi – e in parte – tradotti arbitrariamente in italiano. Nomi e cognomi vengono italianizzati (perfino i nomi sulle lapidi vengono modificati). Vengono sciolte associazioni, cooperative ecc. e proibiti usi e costumi tedeschi. Viene abolita la legge austriaca sul "maso chiuso". Decine di migliaia di italiani, provenienti loro stessi molto spesso da regioni povere, vengono mandati nel Sudtirolo dal governo fascista per italianizzare tutta la zona.
1939 Fra il governo tedesco e quello italiano viene stipulato un trattato di trasferimento, il cosiddetto "Optionsabkommen". Esso prevedeva che i sudtirolesi optassero o per l’Italia o per il Terzo Reich. Nel primo caso avrebbero dovuto rinunciare alla loro lingua e tradizione. Nel secondo caso sarebbero stati trasferiti in Germania. L’86 % decise di abbandonare l’amata patria. Sembrava giunta la fine della lingua tedesca in Sudtirolo. Ca. 75.000 persone lasciarono effettivamente la loro patria per un futuro insicuro; poche persone sono ritornate. L’inizio e i fatti di guerra impediscono tuttavia che si porti a termine l’esodo forzato.
1943 Benito Mussolini viene destituito. La Wehrmacht tedesca prende prigionieri i soldati italiani che si trovano in Sudtirolo. L’amministrazione del nostro paese passa nelle mani dei tedeschi.
1945 Fine della guerra. Truppe americane prendono possesso del Sudtirolo.
1946 I sudtirolesi sperano nell’annessione all’Austria. La conferenza di pace decide però che la nostra terra rimanga all’Italia. Nell’accordo di Parigi viene tuttavia concessa al Sudtirolo una certa autonomia.
1960 L’Italia ritarda continuamente l’osservanza dell’accordo di Parigi, tanto che nel Sudtirolo si viene a formare un clima di forte insofferenza. Un gruppo di sudtirolesi cerca di attirare sul problema l’attenzione del mondo, facendo saltare tralicci per l’energia elettrica e monumenti. In questi attentati muoiono anche appartenenti alle forze dell’ordine. Molti "attivisti sudtirolesi" vengono imprigionati, torturati e, nel processo di Milano, condannati a gravi pene. Il problema sudtirolese viene portato dall’Austria davanti all’ONU. Il governo italiano decide di cambiare la politica usata finora verso il Sudtirolo.
1969 Durante le trattative fra il governo italiano, quello austriaco e i politici sudtirolesi della SVP viene elaborato un documento, che prende il nome di "Pacchetto". Questo "Pacchetto" contiene una serie di concessioni da parte del governo italiano. Sia la SVP (Partito popolare del Sudtirolo), che Roma, che Vienna accettano questo "Pacchetto", che assicura un’ampia autonomia per gli abitanti dei tre gruppi linguistici.
1992 Essendo stati realizzati anche gli ultimi punti del "Pacchetto", l’Austria nel giugno del 1992 dichiara conclusa la contesa per il Sudtirolo. L’Austria possiede tuttora la funzione di stato protettore per il Sudtirolo.

Oggi sudtirolesi e italiani vivono in modo pacifico gli uni vicino agli altri. Ogni gruppo etnico ha la propria scuola, i propri asili e le proprie associazioni. I bambini del gruppo linguistico tedesco imparano già dalla prima classe elementare come seconda lingua l’italiano, quelli del gruppo linguistico italiano il tedesco e quelli del gruppo linguistico ladino (in Val Gardena e Val Badia) imparano tutte e tre le lingue.
Il maso chiuso
Caratteristici del paesaggio sudtirolese sono gli insediamenti sparsi sui pendii delle montagne. Un maso è formato da radure fra boschi, in cui si trovano casa, stalla/fienile e terreni circostanti.

Nel Tirolo medievale per "maso" si intendeva il complesso di edifici e terreni, che appartenevano all’azienda agricola. Il maso si intende "chiuso", se - per legge - non può venir spartito tra gli eredi e se deve essere passato in eredità nella sua totalità. Il proprietario passa l’eredità al successore, quando è ancora in vita.

Nell’anno 1526 il "Regolamento Tirolese" proibì la spartizione della proprietà, per assicurare la sopravvivenza dei masi e delle famiglie contadine e per contrastare il loro impoverimento. Infatti nell’Italia medievale lo spezzamento della proprietà terriera ha portato allo spopolamento dei paesi di montagna.

Durante il fascismo la legge del "maso chiuso" era stata abolita, ma fu spontaneamente osservata dalla maggioranza dei contadini. Negli anni 50 del XX secolo è stata reintrodotta da una legge provinciale. Delle ca. 19.000 aziende agricole del Sudtirolo più di 11.000 sono "masi chiusi" - testimonianza di un’usanza ancor oggi attuale e importante.
Il nostro costume tradizionale
Un tempo la gente portava sempre il costume per la S. Messa della domenica. Adesso il costume viene portato solo per feste particolari: per Pasqua, processioni, cresime. È raro che i giovani posseggano il costume. Si presentano invece sempre in costume i componenti delle bande musicali e gli Schützen. Nel corso degli anni a quest’abito sono state apportate delle modificazioni.
Il costume femminile: Il suo corpetto è di un rosso vivo, con bordi di velluto nero. Sul davanti è ornato da ricami su seta. Unita al corpetto sta una gonna di pesante lana nera, fittamente plissettata. La camicetta è di lino leggero, ornata al collo e alle maniche da pizzi al tombolo. Sopra la gonna va messo un grembiule blu scuro con motivi longitudinali più chiari. Questo tipo di costume qui in paese è piuttosto raro. Attorno al 1890 è stato introdotto anche nella nostra valle il costume usato nella conca di Merano. Il suo giacchino è di una bella lana nera. Il corpetto, molto aderente, ha maniche che vanno stringendosi dalla spalla verso il polso. Nel girocollo è infilato un fazzoletto. Sopra il corpetto viene portato un ampio fazzoletto di seta che concorda con il colore del grembiule - per lo più azzurro, ma anche verde. La gonna è increspata e nera.
Il costume maschile: La giacca di pesante lana marrone, sul davanti è bordata in rosso e verde. La schiena nella parte inferiore presenta tre larghe pieghe. Il gilè, molto chiuso, è rosso con due file di bottoni in ottone o argento. Attorno al collo gira un colorato fazzoletto di seta. La camicia bianca è di cotone o di lino pesante. Ha ampie maniche plissate sulle spalle, è chiusa con bottoni sul colletto ricamato a mano. I pantaloni sono lunghi, di pesante loden oppure, in occasione di festività, di pelle e lunghi fino al ginocchio. Fa parte del costume un’alta cintura di pelle con ornamenti in penna d’oca. Il cappello nero ha la falda alzata, attorniato da un cordone nero che termina in due nappe. È spesso ornato da un fiore di geranio o di garofano.

Usanze
In confronto ad altri paesi, noi abbiamo poche usanze. Queste hanno per lo più origine religiosa.
A inizio gennaio, ragazzi - vestiti da Re Magi - passano di casa in casa. Con canti e rime presentano alle famiglie la bontà del Signore e chiedono un obolo per le missioni. Sulla porta d’entrata essi segnano, col gesso benedetto, le lettere C+M+B (= Christus Mansionem Benedicat). Il 5 sera - la vigilia dell’Epifania - avviene la benedizione della casa con l’incenso, che hanno portato i “Re Magi”. Il papà passa per tutta la casa, la stalla e il fienile portando un braciere con brace e incenso. Tutta la famiglia lo segue pregando, la mamma spruzza acqua benedetta. Si benedice poi la tavola imbandita, girandole attorno 3 volte. Solo dopo si cena.
Febbraio porta il carnevale, nel quale piccoli e grandi passano mascherati di casa in casa, portando allegria. A tutti viene offerto da mangiare e da bere. Alcune maschere si intrattengono a lungo e tornano alle loro case solo verso mattina.
A marzo, in occasione della domenica delle Palme, vengono benedetti i “mazzi di palme” (= rametti di gattici legati a piccoli mazzetti). Questi mazzi vengono raccolti dai ragazzini, che li offrono - dopo la messa - agli adulti, aspettando da loro un’offerta.
La domenica di Pasqua ogni famiglia porta il suo cesto ben decorato - contenente uova, carne, pane e altri cibi - in chiesa, per la benedizione.
Il primo sabato di maggio - nel periodo delle rogazioni - gli abitanti di tutte le frazioni si radunano nella chiesa parrocchiale di Moso, per invocare tempo propizio sulla campagna.
A giugno ai tiene la grande processione del Corpus Domini. La prima domenica dopo il Corpus Domini in tutto il Sudtirolo si celebra la festa del Sacro Cuore di Gesù. Anche in questa ricorrenza viene fatta una processione solenne. Per questa festa, all’imbrunire, sulle cime delle montagne vengono accesi fuochi (anche a forma di croci o di cuori). Si ricorda in tal modo la consacrazione del Tirolo al Sacro Cuore, fatta dai Tirolesi nel 1796 a Bolzano, nell’imminenza della guerra contro i francesi. Il 15 giugno è S. Vito, patrono della chiesa di Ulfas. Per questa ricorrenza si svolge l’unica processione nella nostra piccola frazione. Una volta quassù era festa e nessuno lavorava.
Il 15 agosto si celebra la grande festa dell’Assunzione. Durante la S. Messa vengono benedetti mazzi di erbe medicinali e fiori. Questi vengono poi bruciati durante i temporali, per tener lontani dalle case grandini e fulmini. Mentre quest’erba benedetta brucia, la famiglia chiede la protezione di Dio. Il 15 agosto a Plan si festeggia il patrocinio con una grande festa campestre.
La 2° domenica di settembre a Plata c’è una processione in onore di Maria - il 12 settembre si celebra infatti la festa del Nome di Maria. Alla fine del mese a Plan c’è il grande raduno del bestiame che torna dagli alpeggi.
A ottobre per la festa del ringraziamento tutta la popolazione contribuisce alla celebrazione di una S. Messa solenne. Davanti all’altare viene posta una corona fatta con spighe e mele.
Per le feste dei Santi e dei defunti a novembre vengono ornate le tombe del cimitero, dove il parroco tiene una funzione.
Il giorno di S. Barbara (4 dicembre) si raccolgono rami di ciliegio, che verso Natale dovrebbero fiorire. La festa di Natale si celebra in famiglia intorno all’albero di Natale e al presepio. Il giorno di S. Silvestro la banda musicale passa davanti ad ogni casa, presenta gli auguri per l’anno nuovo con un pezzo musicale e chiede un’offerta.
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